LA DIFESA NON È UN REATO
Le Camere Penali del Coordinamento, a seguito della pubblicazione e della
diffusione virale sui media di una serie di contenuti video, nei quali l’On.le
Francesco Emilio Borrelli, dapprima, apostrofa malamente l’Avv. Rosario
Marsico, censurando vibratamente il suo impegno professionale; quindi, con
l’intento di precisare le proprie affermazioni, reitera le accuse alla categoria
professionale o, nelle sue intenzioni, a una parte di essa, per poi ribadire la
propria contrarietà all’esercizio di determinate forme di difesa penale
COMUNICANO
la propria totale e incondizionata solidarietà a Rosario MARSICO per l’attacco
gravemente offensivo e diffamatorio ricevuto.
La vicenda umana e la cifra professionale dell’Avvocato Marsico sono a tutti
note e talmente pregevoli, da non essere compromettibili da una vicenda di
così bassa lega, sicché ogni precisazione appare superflua.
ANNUNCIANO
sin d’ora la propria adesione ad ogni iniziativa, anche la più radicale, che la
Camera Penale di Napoli e il COA di Napoli, a cui l’Avv. Marsico risulta
iscritto, Vogliano intraprendere, a tutela dell’onorabilità propria e del proprio
iscritto
RIBADISCONO
la propria condanna a questa incresciosa deriva culturale e sociale, che
produce attentati alla funzione difensiva, ancor più gravi laddove provengano
da rappresentanti istituzionali.
L’attacco gretto e offensivo alla funzione del difensore, mediante la deliberata
assimilazione tra la sua figura e quella del proprio assistito, va respinto con
fermezza.
Chi oggi demonizza il diritto di difesa in nome della lotta alla camorra in realtà
indebolisce proprio quella lotta, perché senza un processo giusto ci sono solo
condanne per acclamazione, errori giudiziari e sentenze fragili.
Gli avvocati, con lealtà, coraggio e senso del dovere, svolgono una
fondamentale funzione di garanzia, spesso mettendo a repentaglio anche la
propria vita (come più volte verificatosi nella storia del nostro Paese).
L’esercizio della difesa dei diritti di tutti i cittadini va tutelato da ogni
condizionamento e, pertanto, anche da beceri attacchi e umiliazioni, perché è
presupposto del giusto processo.
L’augurio è che questa vicenda consenta di chiarire, una volta e per tutte, che
la Difesa non è mai un reato.